SIMONA BENCINI

MEDIA KIT

RIDER

Simona Bencini – voce

Mario Rosini – pianoforte

Mimmo Campanale – batteria

Gaetano Partipilo – sax

Giorgio Vendola – contrabbasso

 

“Simona Bencini, voce e presenza inconfondibile dei Dirotta su Cuba,  è una cantante sfaccettata, duttile che ha fatto della contaminazione e della trasversalità la sua cifra stilistica. Passa con agilità dal soul-funk  dei Dirotta alla canzone d’autore di Pacifico ed Elisa, dal jazz  più morbido allo swing delle big band con grande credibilità e con uno stile e timbro inconfondibili.
Di jazz ha cominciato ad appassionarsi negli ultimi anni, con la maturità, anche se in realtà l’incontro con importanti rappresentanti della scena jazz avviene già agli inizi della sua carriera coi Dirotta su Cuba. Nel 1997 sale con lei sul palco del Festival di Sanremo, ospite del brano “È andata così”, il più grande armonicista del mondo Toots Thielemans.  Le collaborazioni dei Dirotta su Cuba con grandi musicisti proseguono all’interno dei loro album e durante i loro concerti: Giuseppe Milici, Bruno De Filippi, Mario Rosini, Gigi Cifarelli, Demo Morselli, Alfredo Golino, Mimmo Campanale. Nel 2001 Simona viene chiamata dal grande pianista ed amico Stefano Bollani per incidere piano e voce il brano “In cerca di te” all’interno dell’album “Abbassa la tua radio”. Alla fine della track entrano in perfetto stile dixieland Javier Girotto e Mirco Guerrini ai sassofoni ed un giovanissimo Gianluca Petrella al trombone. Il successo dell’album, dove oltre a Simona compaiono altri importanti artisti italiani della scena pop e jazz – Irene Grandi, Elio, Peppe Servillo, Barbara Casini  ecc.- impone presto la partenza di un tour con una super Band (Stefano Bollani, Enrico Rava, Ares Tavolazzi, Walter Paoli, Javier Girotto, Gianluca Petrella, Mirko Guerrini), tour che toccherà importanti festival e rassegne, fra cui il Premio Tenco e il Grey Cat, e che chiuderà in bellezza al Teatro Mancinelli di Orvieto ad Umbria Jazz Winter. Nel 2005 esce il suo primo singolo solista “QUESTA VOCE” (Warner), ballad intensa ed elegante scritta per lei da Pacifico, dove il pianoforte è suonato magistralmente da Stefano Bollani. Nel 2007 Simona verrà invitata a cantare nell’album del Parco Della Musica Jazz Orchestra, diretta da Maurizio Giammarco, album allegato a L’Espresso, in cui reinterpreta due brani di Mina, “Sabato Notte” e “Non gioco più”, mettendo a frutto così la sua collaborazione con la “Montecarlo Nights Orchestra” di Nick The Nightfly. Nel 2010 decide con l’amico Mario Rosini ed altri validissimi jazzisti della scena pugliese ( L.m.g. 4tet alias Mario Rosini, Mimmo Campanale, Gaetano Partipilo, Giuseppe Bassi) di mettere sù un tributo a Duke Ellington, progetto che si evolverá  e diventerà un vero e proprio album di inediti e standard, “Spreading love”, pubblicato nel 2011 da Groovemaster di Gegé Telesforo e distribuito da Egea  che verrà presentato al BlueNote di Milano nel Febbraio 2011. Questo primo album di jazz di Simona & LMG4tet, un incontro fra il jazz e la worldmusic, con influenze che vanno dal funky alla fusion, dalla musica brasiliana allo swing, ben recensito dalle riviste specializzate, le conferisce ufficialmente credibilità nell’ambito jazzistico e continuità nelle sue performance live con svariate formazioni in tutta Italia. Nel 2015 parteciperà ad Umbria Jazz Winter ad Orvieto con i Dirotta su Cuba riscuotendo un grande successo. Nel 2017 salirà sul palco con i Dirotta su Cuba per una funky night insieme ad Incognito, Fabrizio Bosso e Mario Biondi. Nel 2018 Simona viene invitata a cantare nell’album “Historias” di Alessio Menconi, superbo chitarrista jazz, il celebre standard “Nature Boy”. All’ album partecipano Dado Moroni, Marco Fadda, il Trio Bobo, Gilson Silveira e molti altri. Nel 2019 viene chiamata dal pianista fuori classe Antonio Faraò come vocalist in alcuni suoi concerti del tour “Eklektik” con una super-band composta fra l’altro da Gary Granger al basso, da Dennis Chambers alla batteria e da Chase Baird al sax.

 

“UNFINISHED”

Dopo 10 anni dall’uscita del primo disco di jazz con l’album “Spreading love” (Groovemaster, Egea 2011), Simona Bencini decide di lasciare la “Comfort-zone Dirotta su Cuba” riprendendo un progetto che aveva iniziato qualche anno fa, grazie al lockdown forzato dello scorso inverno 2020: un album di brani jazz inediti scritti da compositori jazz italiani e suonati da alcuni dei musicisti più rinomati del nostro Stivale: da Antonio Faraò a Fabrizio Bosso, da Julien Oliver Mazzariello a Max De Aloe.

Da qui il titolo dell’album “UNFINISHED” che significa “incompiuto”, ma che l’8 ottobre vedrà finalmente la luce e diventerà  “compito”, “finito”.

Un album dove scopriamo una  Simona non solo  interprete e autrice, ma anche produttrice e  discografica con la sua etichetta “Sherazade Sound.”

Nelle 8 tracce dell’album è evidente quanto l’interpretazione ed il canto di Simona abbiano raggiunto una grande maturità, consapevolezza e un calore ormai carico di esperienza ed esperienza.

L’album è preceduto dal singolo “Moonlight on my mind” con Fabrizio Bosso, scritto e arrangiato da Massimo Greco, una ballata dedicata alla figlia Eva Luna dove Simona, autrice del testo, canta e racconta con infinita dolcezza il suo amore per la figlia. 

È un album che non segue le mode, né pretende di conquistare nuovi mercati. 

Anzi, è un album dalle atmosfere volutamente vintage, retrò ed eleganti, con orchestre d’archi che emozionano e cullano su melodie raffinate. 

Una menzione speciale merita l’unica canzone  in lingua italiana dell’album “Non so se tu” feat. Antonio Faraò e Max De Aloe. Anche questa canzone faceva parte di una storia incompiuta. 

Bruno De Filippi, grande armonicista e compositore, incaricò l’amico Giorgio Calabrese, uno dei più importanti cantautori ed autori televisivi  italiani degli anni ’60/70, di scrivere un testo sul suo standard dal titolo “April in New York”. Bruno nel 2003 propose a Simona di cantarla, ma lei aveva altri progetti in quel momento ed il testo perciò  finì in un cassetto. Dopo 17 anni Simona decide di inserirlo nel suo nuovo album con  un tributo all’arte dell’amico Bruno nella traccia 7. (intro Bruno) dove si sente l’artista  suonarei l tema dello standard durante un concerto al Blue Note di N.Y.