Mariella Nava

 

Mariella Nava

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Mariella Nava ( all’anagrafe NAVA Maria Giuliana ) tarantina, inizia a studiare pianoforte fin da bambina. Diplomatasi al liceo scientifico, prosegue gli studi di composizione tra Taranto e Roma. Sono i suoi amici più cari ad accorgersi del suo talento e a consigliarle di fare ascoltare le sue prime composizioni, ma la vera svolta arriva quando invia una sua canzone all’attenzione di Gianni Morandi che ne resta particolarmente colpito per la sensibilità con cui ha affrontato l’argomento del rapporto genitori figli. Si tratta di “Questi figli”, un brano scritto a metà degli anni ottanta, ma di valenza ancora attuale. Da qui il primo contratto discografico con la RCA, il primo suo album e il primo festival di Sanremo.
Ma anche il primo riconoscimento importante al Club Tenco come “Miglior Opera prima”.
Sono questi gli anni in cui cresce la stima soprattutto autorale nei suoi confronti da parte di pubblico, critica e ambiente musicale. Via via tante sono le collaborazioni illustri e tante canzoni scritte per molti grandi nomi.

Tra questi sicuramente spiccano “Come mi vuoiscritta per Eduardo De Crescenzo e ricantata poi da Mina, “Spalle al muro” ( ricordata come “Vecchio”) scritta per Renato Zero, per il Sanremo ’91 e “Per amorescritta per Andrea Bocelli, ma resa celebre in tutto il mondo da un’infinità di interpreti e in particolare in Brasile.
Riceve nel 1991 il premio Lunezia per il valore letterario dei suoi versi in musica.
E ancora, di particolare interesse, sono ll duetto con Pino Mango in “Il mio punto di vista”, con Dionne Warwick in “It’s forever”, in “Futuro come te” con Amedeo Minghi, la canzone scritta per Lucio Dalla “Notte americana” e alcuni temi musicali per spot pubblicitari come Orogel, Zucchi, Stufe Nordica, Olio Monini e ancora molte canzoni scritte per cause sociali importanti come “Eppure vivono”, “Piano inclinato”, “Dentro una rosa”, “Fade out”, “Gli ultimi”, “Fisionomia”, “Un minuto di silenzio”, “In nome di ogni donna” ( quest’ultima contro la violenza sulle donne) e ancora “Stasera torno prima” donata all’Anmil e diventata colonna sonora della campagna sul tema della sicurezza sul lavoro. Per questa sua attenzione ai temi sociali con testi toccanti e di grande intensità, nel giugno dello scorso anno, le è stata riconosciuta l’onorificenza al merito di Cavaliere della Repubblica. Ancora ricordiamo molte partecipazioni al Festival di Sanremo con buoni risultati come “Il cuore mio” del ‘2002 (premio Lilt per la Vita ), Terra mia del ’94 (Premio Volare) e soprattutto nel ’99, terza classificata e premio della critica come miglior musica con “Così è la vita”.
Sempre attenta ai temi culturali e sociali del nostro Paese, segue, affianca ed è da sempre vicina e partecipe a molti eventi importanti a titolo di solidarietà. Nel 2013 fonda “Suoni dall’ Italia” un laboratorio / Etichetta indipendente per dedicarsi, circondandosi da validi collaboratori di esperienza, a quella musica che oggi non trova molti “spazi” e soprattutto ai giovani che meritano attenzione. Molto vicina ai concorsi nazionali che mettono in luce il talento dei giovani come Musicultura e Il premio di Aversa per sole cantautrici intitolato a Bianca d’Aponte. Ha pubblicato di recente il suo nuovo album di inediti dal titolo “Epoca” celebrando così il trentennio di carriera dal suo esordio dal febbraio ’87.
Un album che vuole collegare tradizione e futuro della nostra canzone e in cui Mariella scrive, interpreta, suona, arrangia, circondandosi dei suoi più affezionati musicisti. Compone in vario stile, alla luce di quella musica con la quale sente di essersi formata, richiamando tutta quella ricchezza è quella varietà che ascoltava nella sua adolescenza, musica come lei dice che era diversa, piena, ispirata, scritta con cognizione di causa e ricercatezza di armonie e di testi, di quella che oggi è sempre più rara da trovare. Così troviamo riferimenti alla musica cantautorale degli anni settanta come in “Lo scontrino”, brano che ci riporta al migliore De Andrè, e ancora dediche storiche come “La città dei Giusti”, dedicata ai cittadini di “Campagna” per avere salvato, ai tempi della seconda guerra mondiale, molti ebrei rinchiusi in un campo di concentramento allestito nel loro convento.
Di rilievo “Bellissimo”, dove, senza cadere mai in retorica, Mariella tocca delicatamente il tema dei bambini siriani in fuga dalla guerra con una sorta di ostinato/favola che tocca il cuore.

E ancora la sua ironia in “Ogni artista ha un cappello”, un sorridente autocritico profilo dell’essere artista, o in “Bravissimi tutti” in cui prende di mira demagogia e populismo nel loro rischioso riaffacciarsi con conseguenze di chiusure e muri già vissuti.
Cielo rosso”, dedicato alla sua Taranto e alla forza della sua gente che resiste, che non cede neanche “sotto tortura”, ma che vuole e merita ancora vita.
La ferita”, per tutti quei sentimenti da poter oggi barattare e buttare via con troppa facilità.
Non mancano le sue speciali canzoni d’amore con “E non ci lasceremo più”, “Pensa l’emozione” di bel richiamo “battistiano” o ancora la suggestiva dedica di ogni innamorato “Ho bisogno di te”.

Epoca” è il brano che da il titolo all’intero album.

Il brano è una riflessione sulla nostra totale consegna al mondo virtuale senza che ne abbiamo però percezione. Non facciamo più nulla senza fotografare, filmare, inviare, postare, condividere, spinti dalla frenesia di “pubblicare” e rendere visibili le nostre vite, con velleità di diventare a tutti i costi protagonisti di non si sa bene quale scena.
Spesso si vìola inutilmente la privacy non solo nostra, ma anche dei nostri cari, degli amici, degli anziani, dei bambini, usando le loro immagini senza poterne avere il loro consenso.
Un accenno anche a chi si cela nell’anonimato o falso profilo in una nuova forma di bullismo per offendere o ferire,creare provocazioni e diffondere pericolose forme di violenza, intolleranza e altro ancora. Con l’illusione di sentirci più vicini e collegati, ce ne stiamo in realtà più lontani, svuotandole nostre vite di rapporti veri, di sapori, di odori, di stelle, di cielo verso cui alzare sempre meno la testa piegata sugli schermi e sugli smartphone, ci svuotiamo di carezze e attenzioni reali, di un “sì” vicino, dato a voce, di occhi che si incrociano, di “quel tocco” per “essere”. Un lavoro registrato tra il 2014 e il 2016 in cui poter trovare davvero tanta intensità e qualità come la Nava ci ha abituato da sempre.